Il progetto costerà 38,3 miliardi di dollari, finanziati attraverso la «Grande, bellissima legge», la misura di bilancio voluta dalla Casa Bianca. Una cifra che, sottolinea la Conferenza episcopale, equivale a quasi cinquanta volte il bilancio annuale dell’intero sistema giudiziario per l’immigrazione. Secondo un rapporto del 2025 della Conferenza e del gruppo World Relief, sei immigrati detenuti dal governo su dieci sono cattolici, e i cristiani rappresentano l’80 per cento delle persone a rischio di detenzione e deportazione. Quasi un cattolico su cinque negli Stati Uniti vive inoltre una «condizione di vulnerabilità diretta o indiretta» rispetto alle politiche di deportazione.
«Non esiste un precedente storico per strutture di questa scala, se non i campi di internamento dei cittadini giapponesi durante la Seconda guerra mondiale», ricorda Cahill. Tra il 1942 e il 1946 oltre 125mila persone, molte delle quali con cittadinanza americana, furono incarcerate in campi remoti; almeno 1.600 morirono durante la detenzione. I vescovi denunciano anche le condizioni già presenti nei centri Ice: scarsa igiene, carenza di cure mediche, limitazioni all’assistenza legale e pastorale, oltre a episodi di violenza. Attualmente, secondo i dati della Syracuse University, tre quarti dei detenuti non hanno alcuna condanna penale. Già lo scorso novembre i vescovi Usa si opposero con forza alla deportazione di massa indiscriminata lanciata da Washington e espressero preoccupazione per le condizioni esistenti nei centri di detenzione, sottolineando in particolare la mancanza di accesso all’assistenza pastorale per i detenuti. In molte occasioni si sono anche opposti all’ampliamento della detenzione familiare. Nel 2024 sono morte 32 persone in custodia dell’Ice, il numero più alto degli ultimi vent’anni; altre sei sono decedute nei primi mesi del 2026.
«Il governo federale non ha una storia positiva quando si tratta di detenere grandi numeri di persone, soprattutto famiglie», ha avvertito il presule. Richiamandosi alla dottrina sociale della Chiesa, i vescovi Usa chiedono al Congresso e all’Amministrazione di «abbandonare l’uso improprio dei fondi pubblici» per cercare soluzioni che non trasformino la detenzione di massa in una nuova normalità. Una situazione che, nelle parole del vescovo, non riguarda solo i migranti, ma tocca «l’anima stessa dell’America».
