La Cura del Polesine Parte Dalla Terra: La Zena dei Ossî dei Majale

by Archynetys Health Desk

La Cura del Polesine: Parte dalla Terra

Tradizione, sapori del territorio e impegno sono le chiavi per la salvaguardia di un’identità. L’evento “Zena dei Ossi”, una serata tradizionale di Coldiretti Rovigo, si pone come un interlocutore per la difesa della prodicità agricola e della cultura locale.

Il neodirettore di Coldiretti Rovigo, Gerardo Forina, ha inaugurato l’evento alla seconda edizione con il 29° ciclo della serata, organizzata insieme da Luciana Vallese e Giuseppe Tomaini. Questi ultimi risalgono anche al 1992 con l’apertura del proprio laghetto di canali, Le Clementine, a Badia Polesine.

Un concentratorino di potenza

La serata “Zena dei Ossi” non è solo un eventuale rappresentazione culinaria. È un simbolo di condivisione, di scambio di opinioni in un ambiente informale, e confronto di temi che interessano a livello generale, anche oltre i confini dell’agricoltura.

Piatti della cucina tipica polesana, da maltagliati a ossi del maiale, sono stati gustati da una spettacolare assemblea di personalità dai diversi settori della politica, economia e informazione.

Tavola rotonda: rappresentanze e prospettive

Tra i partecipanti si trovavano il prefetto Franca Tancredi, il senatore Bartolomeo Amidei, l’onorevole Nadia Romeo, i Consiglieri regionali Cristiano Corazzari e Valeria Mantovan, il Sindaco di Badia Giovanni Rossi, e molte altre figure di notevole influenza all’interno della zona.

Discorsi sul potere del terreno

Nel corso della serata, diversi interventi hanno evidenziato l’importanza di un territorio sano e attento. Carlo Salvan, presidente di Coldiretti, ha sottolineato che Coldiretti si distingue come “forza amica del paese”, grazie all’aderenza costante a tutte le istituzioni per garantire il benessere del settore agricolo.

L’ossigeno alla vita del Polesine possono essere i suoi giovani, ha sostenuto l’assessore Valeria Mantovan, invitando la comunità a trovare strategie per prevenire l’emigrazione. Pietro Girardi, direttore generale dell’Aulss 5, ha aggiunto che il vero trionfo sarà “invecchiare bene,” con l’aumento della longevità.

L’assessore Cristiano Corazzari ha svelato di allocare 500 mila euro per un progetto con i consorzi di bonifica per contrastare la presenza delle nutrie, un ostacolo contemporaneo per l’agricoltura locale.

Il cuore della cucina di Polesine

L’evento ha offerto un’occasione unica per provare i piatti della tradizione polesana. Sapore, storia, genuinità e tutela del prodotto italiano sono le parole chiave della serata. Come salve-wrapper, si è gustata una sorpresa gastronomica: la polenta fatta con la farina di mais “morado”, un tratto della cultura gastronomica polesana ricostruito da Fabio Ortolan e Gherardo Franza.

La fine di un’era?

La 29° edizione della Zena dei Ossi non è solo un’occasione per condividere il gusto della tradizione polesana, ma potrebbe anche essere l’ultima. Beppe e Luciana, i proprietari di Le Clementine, vicini agli 80 anni, hanno dichiarato di intendere arrendersi al lavoro per una **curettura del desiderio** di riposo.

Con il termine di questa tradizione, la comunità di Polesine si chiede quali passi avremo da intraprendere per mantenere viva la sua identità culinaria, ma anche socio-economica.

Prossimi passi

La prossima iterazione del Zena dei Ossi, se realizzata, sarà la rassegna tricolora di tre decenni di tradizioni. L’eventuale fine di questa serata non dovrebbe oscurare l’immenso impatto e la memoria di quei 29 incontri, che hanno permesso di toccare, gustare, condividere ed educare sui valori della tradizione.

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